Efficienza o aspetto (funzione o forma)?
Perché non scegliere.
Come eliminare i falsi opposti: da «la forma segue la funzione» a «la forma È funzione».
Lunedì, 10:32
6 ottobre 2025
Ciao e benvenuto nelle “Lettere” d Parallel Atelier,
sono Nicholas, architetto e fondatore di Parallel Atelier,
mentre scrivo questa lettera sono seduto davanti allo schermo, in sottofondo c'è «My Way» di Frank Sinatra (che carica!), fuori dalla finestra ci sono il sole e una temperatura invidiabile, che fantastica giornata d'autunno!
Oggi voglio condividere con te le mie riflessioni su una questione molto importante, talmente importante che negli ultimi 100 anni ha plasmato le nostre città (specie le periferie), i nostri edifici e i luoghi in cui viviamo.
(Sì, anche lo schermo su cui stai leggendo questa lettera).
Mi sto riferendo a un famoso aforisma coniato più di 100 anni fa che ha segnato la storia della società da allora fino ai giorni nostri, dal sito della banca alla tua cucina, ai mobili che usi, alla casa in cui vivi.
Si tratta di: «La forma segue la funzione».
Tradotto:"meglio cose che funzionino bene, poi si pensa all'aspetto".
In breve ti sto parlando della relazione tra la forma (l'aspetto esteriore) e la funzione (lo scopo pratico) di un oggetto.
No, non è un problema da designer, né un concetto astratto,
è talmente radicato nel nostro modo di pensare che lo usi ogni giorno senza accorgertene, un "filtro invisibile" che usi per guardare il mondo.
Quando ti capita di dire:
- "È bello ma non è funzionale"
- "È solo una cosa estetica"
- "L'abito non fa il monaco"
- "Tutto fumo e niente arrosto"
- "L'importante è essere belli dentro"
Oppure ancora:
- Quando fai un pagamento online, non ti preoccupi se la pagina di Paypal è bella, ti interessa che funzioni!
- Quando non imbianchi la tua casa per molto tempo, si formano delle macchie nel tempo e pensi: "vabbè, è solo una cosa estetica", perché ti interessa che la casa funzioni e non si danneggi! (e quindi non la imbianchi ancora per molto tempo).
- Quando esci di casa di fretta la mattina senza troppa attenzione al tuo aspetto, (qui sono il primo della fila, te lo confesso), perché "l'apparenza non conta" e ti interessa solo sbrigare le tue faccende.
Il punto è che la forma (l'aspetto esteriore) e la funzione (lo scopo pratico) sono per tutti noi due poli opposti tra cui scegliere, come un "pendolo" che oscilla, c'è chi pende da una parte, chi dall'altra.
(Tu da che parte stai?).

Mi sono sorpreso a riflettere su questo tema per caso,
dopo un anno passato a studiare l'architetto Frank Lloyd Wright (1867-1959) e il suo maestro Louis Sullivan (1856-1924), questi signori mi hanno messo in crisi e fatto sorgere dubbi a cui vorrei trovare risposta insieme a te in questa lettera:
- Sono certo che funzione e forma siano opposti tra loro?
- Cosa vuol dire esattamente "funzione"?
- Il contrario di "funzionale" dovrebbe essere "inefficiente", "disfunzionale", cosa c'entra la forma?
- Esiste un'altra maniera di interpretare "la forma segue la funzione"?
Visto l'impatto enorme della questione sulla tua e la mia vita,
prima di esprimerti le mie considerazioni e rispondere alle domande,
mi sembra necessario abbozzare a grandi linee per te gli stravolgimenti avvenuti in questi 130 anni per capire come siamo arrivati qui.
(E a pensare con quel filtro con cui io e te pensiamo!)
In fondo, come avrai capito, non stiamo quindi parlando di architettura, ma di un modo di guardare il mondo, di comportarci e di pensare che abbiamo ereditato.
(In maniera inconsapevole perlopiù).
Alla fine, con le risposte che ho trovato al momento, vedremo insieme se è possibile cambiare questo filtro che tu e io usiamo tutti i giorni.
(Come quando vado dall'ottico e cambio le lenti…).
Bene, ora che abbiamo inquadrato il problema, seguimi in questo viaggio!
(Nel frattempo Spotify mi fa partire "Fly me to the moon", un'ottima canzone per iniziare questa traversata!).
Il problema è posto ed è: "la forma segue la funzione".
("Forma CONTRO funzione!" mi diresti tu).
Comincia a guardarlo con me:
A un estremo la "funzione":
- l'efficienza dei numeri,
- l'economia di costruzione,
- la fede nella scienza e nel progresso,
- la "razionalità".

Edificio per uffici moderno
All'altro, la "forma":
- l'estro,
- i "concept",
- la forma spettacolare e avvincente,
- il genio creativo,
- la capacità comunicativa di un edificio.

Museo Guggenheim, Frank Gehry, Bilbao.
Ma entrambi gli estremi, nel tempo, sono degenerati in stereotipi che vediamo tutti i giorni intorno a noi:
Per la funzione:
- La banalizzazione degli edifici in forme compatte, "efficienti", "pratiche".
- Scatole noiose e tutte uguali!
- Lo stereotipo/caricatura dell'ingegnere serio, "pratico" e affidabile (lo stai pensando anche tu ammettilo…"lui sa costruire, non gli architetti!")

Per la forma:
- I costi che salgono alle stelle.
- Edifici che funzionano male, non sono "pratici" però sono sorprendenti!
- Lo stereotipo/caricatura dell'architetto-artista-creativo, che ha "buon gusto", che pensa alla "parte estetica", che fa i "disegnini" sul foglio, poi lo appallottola e ci crea un edificio.

Apparizione di Frank Gehry ne «I simpson»
Ora, mi sembra chiaro che per capire come siamo arrivati qui, dobbiamo guardare da dove siamo partiti!
Ti porterò a vedere la nascita di entrambi gli estremi di questo pendolo e soprattutto chi ha inventato «la forma segue la funzione»!
(Mi sembra ovvio che una cosa, prima di esistere, non esisteva!)
Prima di catapultarti in altre epoche e altri luoghi, trovo corretto fornirti una piccola mappa del nostro viaggio, così da orientarti.
Non si parte per un posto sconosciuto senza avere un navigatore, sei d'accordo? Immagino di sì.
Allora, ecco la tua mappa.
La questione del nostro "pendolo", è in realtà una storia di cavalieri, di navi, di fiori e di Iphone.
- Per capire la funzione dovremo guardare:
- la società industriale, il movimento moderno e il funzionalismo degli anni '20
- Per capire la forma guarderemo insieme:
- la società dell'informazione (cioè come è nata la nostra) e il post-modernismo
Il tema non è banale come avrai capito, quindi ti lascio i link (sottolineati) per approfondire gli aspetti che ti interessano di più.
Partiamo!
1.Funzione
1.1 La società industriale agli inizi del '900
Mettersi insieme è un inizio.
Restare insieme è progresso.
Lavorare insieme è successo.
-Henry Ford
Come prima, per proseguire con logica, dobbiamo inquadrare la situazione.
Torna con la mente a più di 100 anni fa insieme a me,
chiudi gli occhi…
Ora riaprili… Siamo nel '900!
Guardati intorno, la scena intorno a noi è più o meno questa:
- L'elettricità (la vita notturna!), il petrolio, la chimica sono ormai comuni da circa 30 anni.
- Sono nate le fabbriche che lavorano 24 ore al giorno producendo prodotti su larga scala.
- Queste fabbriche usano le macchine per ottimizzare la produzione.(Ehi! Ma lo sai che il signor Ford, in America, ha appena inventato la «catena di montaggio»?).
- Per essere veloci, le macchine producono elementi in serie, standardizzati.(Queste macchine, però, non sono tecnologiche come le nostre di oggi: sono più "primitive", con comandi "semplificati"; quindi anche i pezzi prodotti sono "semplificati".)

Catena di montaggio "A-line" in Ford, 1910
Penserai:
"Fantastico! Fiducia nel progresso, la scienza e la tecnologia che iniziano a prendere il loro giusto posto, non si sta mica male di questi tempi!"
Piano, non correre con la fantasia, adesso voltiamo l'angolo di questa fabbrica ed ecco cosa vediamo:
- La popolazione in Europa sta aumentando velocemente.(Pensa che qui, negli ultimi 50 anni, in Europa, è come se fossero nate quasi tre «Italie» del nostro 2025).
- La gente si sta ammassando nelle città per lavorare nelle fabbriche.
- Ovviamente perché nelle città si vive meglio. (E si muore meno! Ma che…)
- Le condizioni igieniche stanno migliorando, ma diventano critiche con la quantità di gente che sta arrivando per lavorare!
- Ovviamente servono abitazioni, molte abitazioni e in fretta! (Nel frattempo sono nate tre «Italie»…)
Quindi le nostre città devono crescere, moltissimo, e velocemente!
Andiamo avanti veloci un attimo, siamo negli anni '20.
(Mentre andavamo a velocità 2X ci siamo persi una cosa chiamata «Prima guerra mondiale»…).
E tu mi dirai: "Ottimo! Quindi oltre a servirci un sacco di case, ora dobbiamo pure ricostruire mezza Europa!"
Hai colto nel segno.
Su questo sfondo e con questi problemi da risolvere, entrano in scena i protagonisti del funzionalismo e del movimento moderno (che fa del funzionalismo il suo cavallo di battaglia).
A proposito di cavalli, per quel che riguarda noi, potremmo chiamarli: «i Cavalieri della Funzione».
(Che poi ne nomineremo quattro, come quelli dell'Apocalisse, solo che questi non sono "brutti e cattivi").
1.2 Il movimento moderno e il funzionalismo
Le Corbusier e l'amore per i transatlantici
"Una casa è una macchina per abitare"
-Charles-Édouard Jeanneret-Gris (Le Corbusier)
Ti ho mostrato il contesto sociale ed economico, ma per capire i nostri 4 cavalieri, dobbiamo guardare a come si presenta "materialmente" il mondo intorno a noi.
Il mondo risulta spaccato in due:
- da un lato lo sviluppo rombante di scienze e ingegneria (progressi in biologia, botanica, medicina, fisica, transatlantici, industrie…). Guardandoti intorno, i loro prodotti si presentano più o meno così:

RMS Titanic (White Star Line), 1912
- dall'altro lato, l'architettura è figlia delle accademie di belle arti, (Ordine dorico, ionico, corinzio… ricordi?). Quello che producono ha più o meno questo aspetto:

Il terminal centrale della stazione di New York, terminato nel 1910
Devo commentare, per noi del 2025, la differenza tra queste due foto?
Immagino di no, tanto sappiamo in che direzione siamo andati poi.
In questi anni "la forma segue la funzione" già esiste da circa 30 anni e comincia a creare i suoi primi effetti.
Il primo cavaliere della nostra storia è Le Corbusier (1887-1965), nato svizzero e naturalizzato francese, siamo quindi in Francia, in particolare a Parigi che in questi anni (siamo negli anni '20 ricordi?) è un faro culturale.
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Charles-Édouard Jeanneret-Gris, noto come Le Corbusier.
Ed ecco che nel 1923 Le Corbusier pubblica «Verso un' architettura».
(Un libro pazzesco, un manifesto con toni appassionati e provocatori).
Qui ci mostra foto delle moderne navi come "immagine della nuova architettura" con caption entusiasmanti al di sotto.
La sua è una guerra contro i dogmi delle accademie di belle arti e contro gli ordini architettonici e qualsiasi tipo di "stile" in voga. (Un coraggio da leone…).
Pretende che le nostre case siano comode, luminose, con meno arredi ingombranti "in stile" e più spazio per vivere e muoversi!
(Suona familiare nel 2025? Penso di sì).
Cerca di trasportare l'animo "esatto" dell'ingegnere navale nell'architettura, additando un modello da seguire.
Le navi e le auto sono per lui talmente entusiasmanti che ha l'idea che le case andrebbero prodotte in serie come le auto, quindi inventa un prototipo denominato "Casa Citrohan" (esatto, Citrohan come le automobili, la casa automobilistica Citroën è francese ed è appena nata da queste parti).

Prototipo di Casa Citrohan nell'esposizione del Weissenhof, Stoccarda, 1927
Come dargli torto!
In questo periodo le navi da crociera sono all'apice di un testa a testa tra le compagnie britanniche White Star Line (Titanic) e Cunard Line (Aquitania) che rivaleggiano ad ogni nuovo modello per velocità, grandiosità e lusso.
(E la sua casa somiglia molto al Titanic ora!)

RMS Aquitania (Cunard Line, 1913) citato da Le Corbusier era stato costruito per superare in grandezza e velocità il Titanic (White Star Line) affondato l'anno precedente (1912).
Il suo amore per le navi è presto spiegato,
trova qui un modello di pura ragione e funzione da seguire:
- l'uso efficiente dello spazio,
- l'organizzazione interna,
- la zonizzazione degli usi (funzioni),
- l'alto livello di ingegneria che impressionava per dimensioni,
- l'esattezza delle linee "pulite".
Un esempio perfetto di «la forma segue la funzione».
Anche l'architettura deve essere così nel nuovo secolo!
Su questo sfondo e per questi motivi, nel suo libro troviamo la frase:
"Una casa è una macchina per abitare" (che ora si spiega da sola).
Però oggi nel 2025 sappiamo che uno dei quattro fumaioli del Titanic era stato aggiunto per questioni di favore estetico e per dare l'impressione di una nave più potente e veloce!
Così come gli interni del suo rivale Aquitania (che Le Corbusier cita), con il loro lusso e il loro stile rappresentavano quello contro cui Le Corbusier stava lottando!
Sembra quindi che anche gli imprenditori navali avessero considerato nel modello della "pura funzione" degli aspetti "formali".
Quindi o erano degli sciocchi o qualcosa ci sfugge…
Il Bauhaus e il funzionalismo
"Less is more"
-Mies van Der Rohe
(Nel frattempo «Santa Claus Is Comin' to Town»: è vero che fa fresco, ma mi sembra esagerato! Mando avanti la playlist…)
Mentre Le Corbusier in Francia porta avanti l'amore per le navi e la sua battaglia contro "gli ordini architettonici", ho bisogno di portarti a fare un giro in Germania per mostrarti cosa stanno combinando i suoi colleghi da quelle parti.
Eccone alcuni esempi (no, non siamo nel 2025, anche se le vediamo dappertutto ancora oggi: siamo nel 1925!).

La sedia Model B3 di Marcel Breuer (Wassily Chair), prodotta da Knoll

La Brno Chair di Mies van der Rohe, prodotta da Knoll

La Barcelona Chair di Lilly Reich e Mies van der Rohe, prodotta da Knoll
In Germania incontriamo il nostro secondo cavaliere, Walter Gropius (1883-1969) che fonda una scuola di artigianato, arte e architettura che diventerà poi famosa in tutto il mondo: sto parlando del Bauhaus (1919-1933).

Walter Gropius
L'idea e lo scopo di Gropius sono chiari ma rivoluzionari:
Unire artisti, artigiani e produzione industriale in una nuova filiera di "arte totale".
A questo punto non ci saranno più confini tra artigianato, scultura e pittura; tutti questi aspetti saranno una cosa sola: architettura
-Bruno Taut
Più che una scuola, il Bauhaus diventa un vero movimento culturale, un punto di riferimento per il Movimento Moderno. (In sostanza, la vittoria della funzione e della ragione sulla forma preconfezionata dagli "stili").
Chi si unisce a Gropius crede fermamente che il design debba servire la società in modo accessibile, semplice e funzionale.
Qui nasce il concetto di «funzione» come la intendiamo ancora oggi nel 2025.
Funzione, da qui in poi, indica l'uso, l'utilità, la soddisfazione dei bisogni della persona in termini "razionali".
Ad esempio, una camera da letto deve avere una finestra per arieggiare e illuminare (ricordi il problema delle condizioni igieniche e sanitarie?), contenere il necessario (letto, armadio…), essere comoda da usare.
Niente orpelli o aggiunte…. Niente "fuffa", diremmo io e te!
(Per darti un'idea: avevano pensato di eliminare le lettere maiuscole, perché avere due alfabeti quando ne basta uno?)
«La forma segue la funzione» è il pilastro della scuola e diventa famosa con l'architetto tedesco (e ultimo cavaliere)Ludwig Mies van der Rohe (1886-1969) insieme all'ancora più nota frase «Less is more».
(Ormai, qui nel 2025, la sento dappertutto).

Ludwig Mies van der Rohe
«Less is more» va a nozze con «la forma segue la funzione» e vuol dire togliere tutto quello che è "in più", aggiunto, posticcio.
(Praticamente la versione tedesca della crociata di Le Corbusier!).
Per concludere, «Ciò che è funzionale è anche bello» è una frase che racchiude bene il pensiero di questo movimento.
Proprio Mies è il direttore del progetto dell'insediamento Weissenhof a Stoccarda, una sorta di "Vetrina internazionale" ideata per mostrare al pubblico questo nuovo tipo di abitazioni (tra cui la casa Citrohan che abbiamo visto poco fa).
Ti propongo qui un paio di esempi per farti immaginare un po' l'atmosfera:

Casa Scharoun, Hans Scharoun, Weissenhof, Stoccarda, 1927

Casa Citrohan, (un altro modello), Le Corbusier e Pierre Jeanneret, Weissenhof, Stoccarda, 1927
(Spoiler) Il Bauhaus avrà fine tra pochi anni per opera dei nazisti, che costringeranno Mies van der Rohe a chiudere per sempre la scuola ed emigrare negli USA.
Il viaggio negli anni '20 è finito, è tempo di mandare avanti veloce la storia per vedere cosa succede dopo.
Come sempre nella vita, ad ogni cosa corrisponde il suo opposto.
Tieniti forte perché faremo un salto in un tempo completamente diverso!
(Ma molto più simile ai giorni nostri).
Nel frattempo, qui tra le varie interruzioni, si è fatta sera, fa proprio fresco fuori, lo ammetto!
(Hai contato i cavalieri? Se sei stato attento, ne manca uno! Ma lo riprenderemo, promesso!)
2-Forma:
La società dei consumi, dell'informazione e il Post-Modernismo
"Io non mi occupo di funzione"
Eccoci dal lato opposto del pendolo! (Un giro in giostra da vertigini).
Dove siamo? O meglio, "quando" siamo? Siamo nei primi anni '80.
Sono successe un po' di cose nel mezzo (tra cui un'altra guerra mondiale!), quindi come prima guardiamoci intorno per orientarci.
- I nostri "Cavalieri" ci hanno lasciato.
- L'Europa è stata ricostruita.
- Il "baby boom" è finito da poco (di nuovo un aumento straordinario di popolazione).
- Il boom economico e i consumi "di massa" sono esplosi.
Questi fattori insieme hanno spinto, dal dopoguerra, verso una rapida diffusione del "funzionalismo" che è stato usato dalla filiera edilizia per velocizzare la ricostruzione e per far fronte al baby boom!
Ovviamente i nostri "Cavalieri" erano persone di altissimo spessore, mentre altrettanto non si può dire del "costruttore medio".
Osserviamo pertanto la banalizzazione delle forme, la mancanza di proporzioni e di poetica in nome della funzionalità e della velocità.
(Presente le periferie? Ecco ci siamo capiti).

Un esempio a Milano
Ma ancora non ho finito! Guarda meglio:
- È la società dei mass media (TV, radio… ).
- Hollywood diventa un successo planetario (Stallone e Schwarzenegger).
- I PC! (Apple è appena "uscita dal garage").
- La concorrenza è spietata, le aziende devono essere riconoscibili.
Bene, ora che abbiamo inquadrato la situazione,
guarda con me che forma prende questo mondo.
In reazione alla crisi di valori del modernismo e alle spinte sociali ed economiche, arriva il postmodernismo (letteralmente: dopo il moderno).
Mentre nel modernismo "la forma segue la funzione", nel post-modernismo potremmo dire che "la funzione segue la forma".
Ti allego un paio di esempi tra gli anni '80 e i '90 per darti un'idea.

AT&T Building, Philip Johnson e John Burgee, 1984

Teatre Nacional de Catalunya, Ricardo Bofill, 1991
Ma come?! Guardando il Teatro Nazionale di Catalogna dell'architetto spagnolo Ricardo Bofill (1939-2022)…ritornano gli "ordini architettonici"!
(Per Le Corbusier, Mies e compagnia bella, questa visione era così inconcepibile che forse si sono rivoltati nella tomba quando hanno visto il teatro di Bofill).
Il post-modernismo:
- da un lato critica l'utopia del moderno, la "disumanizzazione" in nome della produttività e la rottura con la storia,
- dall'altro lato cerca risposte alle questioni della società dei consumi.
Insomma, il problema non è più costruire edifici, ma costruire strumenti di comunicazione.
(lLarchitetto/artista appallottola la carta? eccoci qua!).
Gli edifici diventano una forma di "branding", devono poter comunicare con le masse, esporre i simboli delle aziende (loghi).
Gli architetti guardano indietro per trovare un senso, una lingua comune per poter dialogare di nuovo con il pubblico.
Il post-modernismo è ironico e inclusivo con gli stili, le influenze, le culture, la tradizione.
Ma attenzione, non è un ritorno nostalgico al passato, è un "Ritorno al futuro"!

Il post-modernismo è però talmente inclusivo che ogni cosa diventa "di valore" (specie se vende).
Mentre i nostri "Cavalieri" cercavano un linguaggio comune, universale e razionale (ingenuamente come sappiamo oggi); qui la cosa diventa un campo di battaglia in cui "vale tutto" (purché sia un'icona).
(Nel frattempo «No light, No light» di Florence + The machine mi tiene sveglio).

Benvenuti in Matrix
Torniamo nel 2025 (Pillola rossa?), il giro in giostra è finito (spero non ti sia venuto il mal di mare).
Credo che questa avventura abbia reso sia te che me più consapevoli, e abbiamo capito due cose importanti:
- grazie al modernismo, oggi parliamo di "funzione" con l'accezione di "uso" (e che prima non era così! Ecco da dove arrivano i nostri "occhiali").
- Grazie al post-modernismo, abbiamo imparato che la forma è un potente mezzo di comunicazione (quindi quando esco di casa "trascurato" sto comunicando qualcosa).
Ma il pendolo continua a oscillare davanti a te e me…
Come? Mi chiedi:
- E quindi chi ha ragione?
- E chi ha inventato il pendolo?
- E l'ultimo "Cavaliere"?
- E i fiori e gli Iphone che c'entrano?
- E tu cosa pensi di tutta questa storia?
Hai ragione, ci sono ancora molte domande a cui risponderti!
Ma la cosa è diventata molto lunga e voglio lasciarti il tempo di metabolizzare quanto ti ho detto, perché ti voglio pimpante per seguirmi con il ragionamento!
La settimana prossima ti scriverò con tutte le risposte come ti ho promesso all'inizio e chiuderemo insieme il cerchio!
Ci vediamo nella parte 2!
Ti auguro
buon weekend,
-Nicholas
P.S. Nel ripercorrere tutta questa storia con te e nell'inserire le immagini, mi è venuto un dubbio che voglio esprimerti così:

(Bambino)"Non cercare di piegare il cucchiaio, è impossibile. Cerca invece di fare l'unica cosa saggia: giungere alla verità!".
(Neo)"Quale verità?".
(Bambino)"Che il cucchiaio non esiste".
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